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Edifici storici

LA TORRE CIVICA E L'EX PALAZZO PUBBLICO 

SEDE DELL'ARCHIVIO MUSEO G. MENGONI

Il vecchio palazzo comunale situato sulla piazza principale di Fontanelice, a fianco della porta d'accesso al Castello, con l'estremità opposta a strapiombo sul rio Filippino (ora denominato Colombarino), nel corso dei secoli ha subito numerosi rimaneggiamenti e trasformazioni funzionali.

L'edificio attuale si trova, in parte, sull'area di sedime occupata, nel Medioevo, da un castello, già documentato nel 554, costruito da Marzio Coralto sul terreno donato da Narsete. In epoca rinascimentale, ciò che rimane della rocca è inglobato nel nuovo palazzo pubblico, caratterizzato da un loggiato esterno. Dai "manoscritti Cortini" apprendiamo che, intorno al 1579, il governatore Dario Poggiolini propone l'acquisto di un orto a ridosso delle mura per ampliare il fabbricato: per pagare la ricostruzione, è imposta una tassa straordinaria a tutte le comunità che fanno parte del vicariato, fra cui, appunto, Fontanelice (all'epoca chiamato Fontana).

 

LE SCUOLE ELEMENTARI G. MENGONI

Nel 1918, per dotare il paese di un edificio scolastico più sicuro rispetto alle aule allestite nel vecchio palazzo municipale ed abbastanza ampio per accogliere un numero sempre crescente di alunni, la Parrocchia di San Pietro cede in perpetuo al Comune di Fontanelice la vecchia chiesa con abitazione adiacente ottenendo in permuta l'edificio sacro dedicato a Santa Maria dei Servi.

Il progetto di adeguamento della chiesa alla nuova destinazione d'uso è affidato nel 1919 a Remigio Mirri (Imola, 1867-1946). Questi, figlio di Giuseppe, apprezzato architetto, dopo le Scuole Tecniche serali (presso le quali ottiene il diploma di 1° grado per il Disegno e quello di 2° grado per la Plastica), s'iscrive alla Regia Scuola di Applicazione per ingegneri, laureandosi nel 1893. Subito dopo, frequenta la Scuola di Applicazione per Architetti Civili, conseguendo il diploma nel 1895. E' allievo del faentino Antonio Zannoni che lo stima per "il suo non comune ingegno unito ad uno spiccato gusto artistico" e, in seguito, i due instaurano un forte legame d'amicizia che li porta a varie collaborazioni professionali.

 

L'EX CASA DEL FASCIO

Con delibera n. 31 del 19 maggio 1932 del Podestà, il comune di Fontanelice acquista dal fallimento di Mari Antonio e Pasquale uno stabile urbano, all'angolo tra le attuali via Mengoni e Corso Europa, con orto e giardino al prezzo di lire 10.000 (che poi salirono a lire 11.330) da cedere al Fascio locale per la costruzione della propria sede. Il progetto dell'edificio fu elaborato dall'ing. Remigio Mirri, già autore delle nuove scuole elementari di Fontanelice.

Le spese, previste inizialmente in lire 150.000, a lavori ultimati, a quanto sembra, risultarono superiori. La casa del Fascio venne solennemente inaugurata l'11 novembre del 1933 con una grandiosa cerimonia, presente il Federale di Bologna e la banda comunale d'Imola. Il comune concorse con un contributo complessivo di lire 20.000 mentre con una pubblica sottoscrizione fra i cittadini si raccolsero circa 45.000 lire.

 

LA CHIESA DI S. MARIA DELLA CONSOLAZIONE

(da "Storia di Fontanelice" di Cesare Quinto Vivoli - Fontanelice, Tip. Fons Elix, 1997)
Nei primi anni del Cinquecento, il sacerdote Lorenzo Magnani e il fratello Paolo avevano donato al Comune le loro case poste in «burgo Fontane» allo scopo di costruire una chiesa ed aprire un convento. Il Consiglio Comunale, presieduto dal capitano Giovanni Antonio Urbani il 5 aprile 1506 accolse l'offerta e deliberò di costruire una chiesa ed un convento sull'area donata dai Magnani, utilizzando parte delle rendite dell'Ospedale di Sant'Antonio Abate e della Compagnia di Santa Maria. Il successivo 20 giugno 1507 l'area venne ceduta ai Frati Serviti di Riviera che ne presero possesso nella persona di padre M° Pietro da Treviso. L'anno stesso, a spese del Comune si cominciò a costruire la chiesa che nel 1511, benché incompleta, venne aperta al culto e nel 1516 completata. Contemporaneamente si cominciò a edificare il convento che nel 1545 era già terminato.

A parte qualche conflitto con la limitrofa chiesa parrocchiale di S. Pietro, i buoni Padri Serviti gestirono per circa tre secoli chiesa e convento, dando un notevole contributo alla elevazione morale, religiosa e culturale del paese.

 

ANTICO ACQUEDOTTO IDRAULICO

Il condotto idraulico di Fontanelice, di incerta datazione, ma risalente presumibilmente all'epoca Romana, è collocato nell'attuale area mercatale.
Le recenti esplorazioni da parte dell'Imola Sub in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica hanno messo alla luce un complesso di cisterne, in gran parte scavato direttamente nell'arenaria, senza foderatura successiva, composto di 3 grandi ambienti di cui il primo e il secondo uniti da una grande galleria parzialmente costruita, il secondo e il terzo da una galleria ristretta e tortuosa.

La cisterna di discesa è un ambiente cilindrico a pozzo coperto a cupola in mattoni; attraverso un'apertura bassissima si comunica con la galleria grande coperta da volte a botte. Si arriva quindi alla cisterna mediana, in pratica un settore di galleria, con volta a botte in muratura e fondo a pianta ovale che si raccorda alla pianta quadrata al livello dell'acqua. Da questo ambiente fuoriesce un cunicolo che termina in una terza camera che sale inclinata fino al livello stradale. La prima cisterna scavata nell'arenaria, è rivestita da una "camicia" di mattoni che nasconde la parete tagliata nella viva roccia. La cisterna mediana ha una particolarissima geometria: la parte immersa, che è ancora scavata nella viva roccia, è costituita da un volume formato da un prisma rettangolare intersecato da un prisma cilindrico ellissoidale che dopo brevissimo tratto si allarga verso il fondo di uno sferoide ellissoidale. Il cunicolo che porta alla terza camera è in mattoni con copertura a volta. L'ultima cameretta è inclinata perché una parte è costituita dal contenimento del terrapieno di sostegno di una via cittadina disegnato in uno dei Catasti Pontifici (1830 circa). La formazione di questa terza cisterna è perciò ascrivibile ad epoca successiva, quindi molto vicina a noi.

 

La Porta di Fontana Elice

Fin dal medioevo il paese o castello di Fontana venne circondato da mura con un unico accesso. La comunità prestò sempre particolare attenzione alla conservazione delle mura e alla manutenzione della porta. Pare che anticamente davanti alla stessa ci fosse un fossato piuttosto profondo, detto Rio della Porta. Alla sera essa veniva chiusa e riaperta al mattino, ma non è ben chiaro quando questa operazione secolare sia finita per sempre.

Negli ultimi tempi le entrate al castello erano in realtà due: una, che potremmo dire di servizio, per il passaggio dei pedoni ed a fianco l'altra un po' più larga, ma insufficiente e disagevole al passaggio dei carri, situate tutte e due più o meno dove si trova l'arco attuale. Sia l'una che l'altra erano in pessimo stato e si imponeva un'opera di risanamento globale.

 

Per consultare la versione completa, scarica la guida ai monumenti di Fontanelice in PDF